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eventi
Mar
24
Mar 2009

Per dire amore ... Fatti e personaggi della Tradizione Islamica

orario: 21:30 - 23:00
dove: Goldonetta, Livorno

Presso. Goldonetta, Livorno
Facente parte di un progetto triennale confinanziato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Livorno: spettacolo sulla relazione tra Islam e città di Livorno

Cast.
Adattamento e Regia. Alessandro Arrabito



Soprano. Annalisa Scano



Canto tradizionale. Maria Torrigiani



Voci recitanti. Alessandro Arrabito, Silvana Urru, Lilli Catte, Laura Cuzzoli



Pianoforte. Sergio Innocenti



Chitarra classica. Carmen Martinez e Francesco Forti


Bibliografia e ricerca. Maria Grazia Piras, Angela simini, Loretta del Gamba, Giuseppe Stagi, Pietro Sanna, Alessandro Arrabito



Selezione musicale. Sergio Innocenti e Francesco Forti



Registrazioni e Piano Tecnico. Gianluca Razzauti, Daniele Barbato

SINOSSI. Quando entrando in Livorno dal Porto Mediceo, si ha la ‘fortuna ‘ di incappare nel semaforo rosso, volgendo a sinistra lo sguardo distratto dai mille pensieri…..loro son là : amici che dimentichiamo nelle nostre notti prive di catene : 4-immutabilmente-4, pensieri silenti e impenetrabili, screziati dalle piogge acide, dall’ incosciente ‘smarmittare’, dai motorini-calabroni che nell’attesa e ripartendo bruciano il cielo celeste come un rodeo di vapori mefitici; tutti sgassando : tutti impegnati ‘a mettere la prua avanti’ a quella del vicino, come se, dopo, al termine di quello spreco fiammante di carburante, freni, sospensioni, invece del Cavalcavia o del Cantiere Orlando, ci fossero le ragazze di James Dean che sventolano fazzoletti verso il vincitore ! In alto, sopra quei 4 sfortunati dalle caviglie anchilosate, indifferente al gran can-can di sotto, eretto e tosto come vigile immutabile di mare’, ‘Ferdinandone di porto’ come lo chiamava il popolo, qui nella piecè proteso a esaminare la sua ‘scacchiera’ del Mediterraneo, nel quieto confort del suo Palazzo Ducale, un occhio al gioco, l’altro alle imprese dei suoi valorosi nel gran mare, omologia evidente fra il gioco pacifico e silente delle caselle bianche e nere e quella coesistenza intenta e accorta, ‘facile’ e ‘difficile’, -non silente- fra popoli d’ogni colore, razza, religione, che accortamente i Medici vollero in Livorno. Dove eravamo rimasti l’altra volta ? : ecco, alla Livornina del 1593, con la quale gens d’ogni provenienza, lingua e causa, fu accolta e agevolata dalla sagacia del Granduca Cosimo dei Medici che prometteva benefici e immunità in quantità e qualità talmente irreperibile altrove che, come sostiene il noto Aldo Santini ‘La gente accorreva a frotte chiamata, stimolata, allettata con ogni genere di agevolezze e di blandimenti; accorreva con quella stessa abbondanza, con cui dai bastimenti d’ogni bandiera affluivano di settimana in settimana le merci importate da tutto il mondo’. Con questa moltitudine arrivò anche la Comunità islamica, poi destinata a prolungare la sua permanenza in Livorno fino ai primi del 900, ma come ci ricorda l’autorevole Lucia Frattarelli Ficher : ’ già nel 1573 si erano avviati contatti segreti con Costantinopoli per ‘ottenere il commercio di Levante per la nazione fiorentina’ e presa la decisione di ingrandire e potenziare Livorno in funzione del porto, traendo vantaggio dal nuovo sistema dei traffici che si delineava tra Oriente ed Occidente, perciò attirando nel Tirreno anche gli abilissimi mercanti Turchi, come ampiamente delineato nel Ragionamento di Filippo Sassetti, ‘sopra il commercio ordinato dal Granduca tra i suoi sudditi e la nazione del Levante’. ‘Livorno era una città d’asilo e una terra di Bengodi. O censurato o incensurato, bastava che alcuno varcasse il mare o saltasse il confine, e subito, se non riacquistava tutti i diritti civili, godeva d’impunità e vi trovava salvezza…’ commenta Santini, poi proseguendo con la sua inconfondibile pungente lettura del remoto passato : ‘fra queste gens arrivò anche l’Islamica, e pure ad essi il governo granducale apriva le braccia : protezionismo veramente di nuovo conio, perché mentre per le nostre vie liberamente facevano sfoggio di sé le brache, i turbanti, le ceciè e i bernussi dei Levantini, poi sul mare andavano in caccia di essi le galeazze dei cavalieri crociati di Santo Stefano, perché va detto che Livorno libertaria e anarchica, nemica della censura, dei tiranni, dei botoli ringhiosi, dei sopracciò, è stata l’Algeri Italiana, che Livorno aveva tanti schiavi musulmani quanti Algeri ne aveva cristiani, e su quelli ha campato a lungo’ !’ Certo, Santini, ‘non le manda a dire’, di certo quell’antico e soprattutto oggi ‘inenarrabile contrasto religioso’ fra L’Islam e il Cristianesimo, si risolveva pacificamente o quasi -anche in Livorno- in mera ‘strategia di calcolo economico’, andando gli schiavi cristiani ad ingrossar la cassa del delegato Islam dei ‘riscatti’, e quelli musulmani, invece, a fare numero, impressionante, roboante : 2000-3000 unità scrivono alcuni, tutte ubicate nel Grande bagno dei forzati… ’che si elevava robusto’, ci dice ancora Santini, davanti alla Darsena, sulla piazza che avrebbe ricevuto in dotazione i 4 Mori’ : schiavi lasciati ‘liberi’ in ore fisse e contingentate….. per fare grande, bella e lustra Liburnus : case private, aiuole, lavori vari e grandi stremanti edificazioni, grazie al lavoro indefesso e rassegnato di quelle migliaia di mani, polsi, talloni. E i nostri bellissimi 4 Mori ? : Morgiano e Company ’che hanno osservato noi per secoli, mentre noi invece guardavamo altrove : ‘i bastimenti’ che arrivavano o partivano magari, o ‘le vetrine’ nuove della vecchia Via Fernanda, o ‘le ragazze’ che uscivano festanti dalla Biblioteca dei Portuali; od anche, banalmente, ‘il punto dei nasi’, trofeo piu’ ambito dei turisti, quando probabilmente invece : ‘tutto è nelle tempie : pensieri di bronzo e congiuntura di catene / smorfie che volano dritte al cielo dei sorrisi / dove ogni sforzo avrà un balsamo / ogni dolore, un lenimento / ogni gridare una carezza… I 4 Mori : si dice che il Tacca, al fine di trovare i suoi modelli, volle personalmente andare dentro i Bagni e ivi passarci tempo lungo e intento. Li fece dolenti, forti, intenti : sapeva il grande artista Carrarino ch’essi sarebbero sopravvissuti ‘al tutto e al niente’, quel vuoto che ora si apre nelle loro tempie e lancia suoni, versi, moniti e visioni : parole che attraversano l’Arte poetica di Adonis, Ikn Al ze Dub e tutte le piu’ belle voci Islamiche di sempre : nomadi, esiliati, catturati, innamorati, nostalgici prigionieri di terre e tempi non loro, nella consueta ‘contaminatio’ di narrazione non-plot, ‘dal non tempo’, al passato, e ancora al presente, passando per Viviani, Manuel De Falla, Capossela, canti islamici originali, quelli tradizionali livornesi eseguiti da Maria Torrigiani ‘la voce di Livorno’, dedicati ai Saraceni, al mare, al cielo: e ancora il grande impagabile Totò-Otello in ‘Cosa sono le nuvole’ di Pasolini, L’Ave Maria di Desdemona e quella Catalana eseguita dalla potente soprano Annalisa Scano, e ancora De Andrè, Pat Metheni,….fino alla toccante moralità della chiusa finale : per dire amore, per dire amore, per dire amore.





DATI GEOGRAFICI
Nazione: Italy
Regione: Toscana
Provincia: Livorno
Comune: Livorno

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