Dom
14
Dic 2008
Come un volo di gabbiano ... l'originalità multiculturale e plurireligiosa di Livorno
orario: 21:00
dove: Teatro delle Commedie, Livorno
Presso. Teatro delle Commedie, Livorno
Facente parte di un progetto triennale confinanziato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Livorno: spettacolo sulla multiculturalità di Livorno e le sue radici di pluralismo religioso.
Cast
Regia. Alessandro Arrabito
Soprano. Rosalia Gallardo
Voci recitanti. Alessandro Arrabito, Francesca Peruzzu, Dorina Lai, Lilli Catte, Maria Grazia Gori, Angela Simini
Pianoforte. Sergio Innocenti
Chitarra classica. Carmen Martinez e Francesco Forti
Teatrodanza. Simonetta Ottone
Coro "Ernesto Venturi". Diretto dal maestro Paolo Filidei
Contributi testuali. Guido Bedarida, Giovanni Marradi, Piero Ciampi, Elias Arditti, Andrés Bernaldez, Shlomo Avayou, Samuel Elazar, Maria Grazia Gori, Angela Simini, Loretta Del Gamba
Selezione fotografica. Alessandro Arrabito, Pietro Sanna
Bibliografia e ricerca. Maria Grazia Gori, Angela Simini, Pietro Sanna, Loretta Del Gamba, Gabriele Bedarida, Alessandro Arrabito, Ninni Campus
Consulenza scientifica. Amm. Gianni Carta
Responsabile tecnico. Elisabetta Albanese
SINOSSI. ‘’Come spiegare la vitalità e la capacità di sopravvivenza di un minuscolo popolo che per duemila anni ha dovuto vivere disperso in mezzo a maggioranze ostili e violente, delle quali era preda indifesa; di un popolo che malgrado persecuzioni, massacri, conversioni di massa forzate, espulsioni – ma anche malgrado le lusinghe della ricchezza e del potere derivanti dall’assimilazione - ha saputo arrivare ad oggi conservando l’essenza della sua fede ed il senso unitario della propria identità. Questo è il grande mistero che avvolge gli ebrei. Tutti i popoli dell’antichità, dai Greci agli Egizi, dai Fenici ai Romani,grandi popoli che hanno forgiato la civiltà che noi oggi conosciamo, sono scomparsi nei gorghi della Storia, travolti da guerre o da altre sciagure, e di loro non rimangono che grandiosi monumenti di pietra. Gli ebrei non hanno costruito monumenti che abbiano attraversato il tempo, ma solo sinagoghe, spesso trasformate in chiese o distrutte. I monumenti che gli ebrei hanno dato all’umanità si chiamano Bibbia e Dieci Comandamenti, che sono parole, idee, concetti. Ed è attorno a questi monumenti, non a quelli in pietra, che gli ebrei hanno saputo mantenere forte e viva la loro consapevole appartenenza, portandoli nel proprio cuore negli esili e nelle persecuzioni’’ Ecco cosa scrive oggi Federic Steinhaus, mentre la nostra narrazione artistica, consueto misto di ‘riscritture ed estratti tematici, testuali e musicali, procede e cala, dalla modernità di una guida culturale all’eco storico delle prime repressioni iberiche del 1366 e 1391, quando migliaia di ebrei spagnoli, nonostante la lunga e prolifica coesistenza con i musulmani, consolidandosi l’intolleranza religiosa, furono massacrati senza altra alternativa tra il rogo ed il battesimo, fino alla definitiva espulsione dalla Spagna del 1492, sotto Ferdinando ed Isabella, esattamente mentre Cristoforo Colombo –per molti storici anch’egli d’origine ebraica- (Colon) partiva alla scoperta del suo ( e nostro ) nuovo mondo. Così, equilibrando il dramma indiscusso d’un popolo in chiaro e fiero esodo per secoli e nazioni, con gli strumenti riflessivi della poesia e del tempo che lenisce –almeno- ogni ferita; lungo una linea cronologica-emotiva, la nostra narrazione si dipana simbolicamente nell’io-narrante di un ebreo cartografo, già in viaggio con la Ninà, cronista e telescopio sul futuro suo e delle altre passeggere sefardite, scandenti confessioni, nostalgie, legittime recriminazioni, dentro stupori ancora accesi e poi speranze, speranze verso quell’orizzonte che continua a mostrare solo il nulla, fino al risolutivo arrivo nel Tirreno, quando, con due iniziali bandi del 20 Dicembre 1547 e del 26 Marzo 1548 e successivamente con quelli delle celebri "Costituzioni Livornine" (del 1591 e 1593), anche gli ebrei ispano-portoghesi, insieme a gens d’ogni provenienza, lingua e causa, furono accolti e agevolati dalla sagacia e umanità del Granduca Cosimo dei Medici. E’ qui che inizia la grande ed anche odierna storia della ‘collaborazione e coabitazione’ dello stanziale popolo livornese con l’arrivante ‘nazione ebraica’; certo una storia non priva di tensioni e malintesi, come per tutte le intense relazioni : dalla creazione dell’istituto dei massari, allo sviluppo già grandioso del ‘porto franco’ di Livorno ( nel quale abilità e intraprendenza degli ebrei ebbero parte fondamentale, per arrivare ‘come un volo di gabbiano’ al tempo nostro, talvolta ancora flagellato dalla follia antisemita come un delirio gelido di vento lungo la vecchia e ormai multi-etnica europa, e che ci porta ancora ad abbracciare questi amici, concittadini, compagni d’istruzione……ormai completamente ‘livornesi’, per dire loro : ‘questa, che odora di libeccio, contraddizione e generosità, passione urlante per un pallone, intrisa di salmastro, ponce, eccesso di modestia e presunzione, ricca di grande religiosità ( anche dei vostri altari ed antenati) e insieme di grande coraggiosa laicità; e ancora colma di ….vespini, torta, pegni, cadetti, biblioteche, baracchine, gozzi, trattorie e locali traboccanti di frittura e di risate… questa è la nostra-vostra citta : perché ogni patria è dove un uomo si può raccontare’. : così voi siete noi, noi siamo voi.
DATI GEOGRAFICI
Nazione: Italy
Regione: Toscana
Provincia: Livorno
Comune: Livorno
Regione: Toscana
Provincia: Livorno
Comune: Livorno